Certificato 335 c.p.p. Firenze: guida per controllare se sei indagato
Certificato 335 c.p.p. Firenze: guida per controllare se sei indagato
Aggiornato al 27.10.2025

Hai ricevuto una telefonata dai carabinieri che ti chiedevano di “passare in caserma per chiarimenti”? Oppure qualcuno ti ha riferito che il tuo nome è stato fatto in una denuncia. Magari hai avuto una discussione pesante – sul lavoro, in famiglia, per strada – e adesso qualcosa non ti torna.
In questi casi, la domanda è sempre la stessa:
“Sono indagato? Come posso saperlo?”
La risposta passa da uno strumento semplice ma fondamentale: un certificato rilasciato dalla Procura della Repubblica che indica se sei formalmente iscritto nel registro degli indagati. Per chi vuole il dettaglio tecnico, si tratta del cosiddetto “certificato ex art. 335 c.p.p.”, ma ciò che conta davvero è cosa ti permette di fare: conoscere la tua posizione prima che sia troppo tardi.
In questo articolo ti spiego:
Cos’è il certificato che attesta se sei indagato?
Questo certificato è un documento che consente di sapere se il tuo nome è stato iscritto nel registro delle notizie di reato — in altre parole, se sei formalmente indagato per un reato.
Si tratta di uno strumento di trasparenza e di tutela difensiva: sapere per tempo di essere sotto indagine ti permette di preparare la strategia giusta e proteggere i tuoi diritti.
Chi può richiederlo e come?
Possono richiederlo:
- L’indagato
- La persona offesa
- I rispettivi avvocati
Ogni Procura della Repubblica indica sul proprio sito le modalità di richiesta.
Cosa contiene il certificato
Se non c’è alcun procedimento penale aperto a tuo carico, il certificato risulterà negativo, con la seguente dicitura:“non risultano iscrizioni suscettibili di comunicazione”
Se invece sei stato iscritto nel registro degli indagati, il certificato indicherà:
- Il tuo nome
- Il reato ipotizzato
- La data in cui il reato sarebbe stato commesso
- Il numero del procedimento
- Il nome del Pubblico Ministero titolare delle indagini
Attenzione: certificato “negativo” ≠ nessuna indagine
Un certificato pulito non sempre significa che non ci siano indagini in corso. Si possono verificare due casi:
-
- Se sussistono specifiche esigenze attinenti all’attività di indagine, il Pubblico Ministero può disporre il segreto sulle iscrizioni per un periodo non superiore a tre mesi
- Alcuni reati particolari non vengono comunicati attraverso questo certificato.
Per questo è fondamentale farsi assistere da un avvocato esperto, che sappia interpretare correttamente il contesto e agire con prudenza.
Quando conviene richiederlo
Può essere utile richiedere il certificato:
- Dopo perquisizioni o sequestri
- Se si sospetta di essere stati denunciati o querelati
- Dopo litigio, incidente o episodio penalmente rilevante
- Per avere conferma della propria posizione dopo un certo tempo
E se risulta iscrizione?
Se il certificato rivela che sei indagato:
-
- Si valuta la strategia difensiva, come indagini difensive o richieste specifiche.
- Si pianifica ogni passo con attenzione, per evitare errori o esposizioni.
Differenza tra casellario giudiziale, carichi pendenti e certificato ex art. 335 c.p.p.
Il certificato del casellario giudiziale, il certificato dei carichi pendenti e il certificato ex art. 335 c.p.p. sono spesso confusi tra loro, ma si tratta di documenti diversi, con contenuti e finalità differenti.
Il casellario giudiziale riporta le condanne penali definitive e non contiene informazioni relative a procedimenti penali in corso. Per approfondire l’argomento puoi leggere il mio articolo: Casellario giudiziale a Firenze: cos’è e come richiederlo
Il certificato dei carichi pendenti permette di verificare l’esistenza di processi penali in corso.
Il certificato ex art. 335 c.p.p., consente di sapere se se sei formalmente indagato per un reato.
Comprendere la differenza tra questi documenti è essenziale per evitare richieste errate e per individuare correttamente il certificato che serve.
Perché affidarsi a un avvocato penalista esperto?
Il diritto penale è tecnico, delicato e può avere un impatto enorme sulla tua vita personale e professionale. Affidarsi a un professionista significa:
- Avere un interlocutore competente nei confronti della Procura
- Capire davvero cosa dice (e non dice) il certificato
- Evitare mosse impulsive o dannose
- Difendere i propri diritti anche in modo preventivo
Agisci subito, non restare nel dubbio
Se sospetti di essere coinvolto in un’indagine penale:
- Richiedi il certificato nel modo corretto
- Verifica la tua posizione
- Ricevi una consulenza riservata e personalizzata
Contattami oggi stesso: affrontiamo insieme la situazione con competenza, discrezione e tempestività.
DISCLAIMER
Le informazioni contenute in questo articolo sono fornite esclusivamente a scopo informativo e non sostituiscono in alcun modo la consulenza legale di un avvocato. L’utilizzo dei contenuti presenti è sotto la totale responsabilità dell’utente, declinandosi ogni responsabilità in proposito.
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